La pianificazione delle proprie risorse in ottica di lungo periodo (anche oltre i 25 anni) è un concetto spesso difficile da passare al “cliente” ma è fondamentale in una corretta allocazione finanziaria. All’interno dell’allocazione delle proprie risorse, la pianificazione pensionistica, svolge un ruolo ancor più importante degli investimenti stessi: contare su una rendita futura pensionistica è basilare per poter mantenere il proprio tenore di vita attuale. Ciò è ancor più utile ora che il sistema pensionistico Italiano è passato dal regime retributivo a quello contributivo (con ovvie ripercussioni sulla pensione futura).
Riassumo inoltre i benefici di più breve periodo che, il legislatore, ha concesso a chi sceglie una forma di previdenza integrativa (al fine ovvio di sensibilizzare i cittadini su questa importante tematica).
– Deducibilità dalle Tasse dei versamenti al Fondo pensione (deducibilità massima annua pari a 5164 euro) : il risparmio fiscale su versamenti pari a 5164 euro annui ammonta, a dipendenza della propria fascia di reddito, in una forchetta compresa tra 1.187 euro annue e 2.200 euro
– Tassazione ridotta al 20% sul rendimenti generati dal Fondo (contro il 26% prevista dalla altre forme di investimenti)
– Possibilità di dedurre i contributi versati (sempre non superando la soglia massima di 5164 euro annui) a favore di persone fiscalmente a carico, per la parte da queste non dedotta
– Posposizione delle tasse pagate (deduzione immediata delle somme versate sino ad un massimo di 5164 euro e tassazione notevolmente agevolata e posticipata nel futuro)
– Rendita percepita al momento della pensione tassata al 15% con una deduzione pari allo 0.30% per ogni anno di contribuzione successivo al 15° (fino ad arrivare ad una tassazione minima del 9%).
– Facoltà ai nuovi contribuenti con primo lavoro post 1/1/2007 di dedurre, successivamente al 5° anno di contribuzione, una quota aggiuntiva annua (per i venti anni successivo al quinto) pari a 2582 euro annuo (arrivando così a 7746 euro annui) sino a coprire per intero la differenza tra il massimale di deduzione dei primi 5 anni (25.822 euro) e i versamenti realmente effettuati. Questa facoltà è utile a chi inizialmente può dedurre meno avendo un reddito inferiore e, successivamente, col crescere del reddito troverà maggiori benefici dalla deduzione fiscale stessa.
Consiglio a chiunque di approfondire il tema, anche se sembra un qualcosa di lontano e “non utile” allo stato attuale: i benefici di breve periodo sono molto interessanti (non fosse altro che per l’importante risparmio fiscale che si ottiene), i benefici di lungo periodo lo sono ancor di più. Resto a disposizione di chiunque volesse approfondire le tematiche stesse / mi sento di consigliare chiunque di contattare eventualmente il proprio consulente di fiducia per approfondire le tematiche nello specifico: con l’evoluzione del sistema pensionistico Italiano è fondamentale pensare personalmente a come mantenere il proprio tenore di vita post cessazione della propria attività lavorativa.
